Maurits Cornelis Escher tra arte e scienza al Mudec di Milano

Il MUDEC riporta a Milano uno degli artisti più affascinanti del Novecento con 90 opere che dimostrano l’unione tra arte e matematica: Maurits Cornelis Escher. L’abbiamo vista in anteprima per voi.

 

 

Dal 25 settembre all’8 febbraio 2026, grazie alla collaborazione con il museo olandese Kunstmuseum Den Haag e la Fondazione M.C. Escher, è possibile riscoprire l’arte di Escher attraverso un nuovo sguardo.

 

GLI INIZI E L’ITALIA
Da sempre appassionato di arte grafica, il suo maestro Samuel Jessurun de Mesquita, lo avvicina al gusto per le linee, le forme, simmetrie e prospettive. Le sue prime incisioni si riconoscono per la precisione e il rigore che notiamo anche nelle opere realizzata durante il suo viaggio in Italia.
Al Mudec un’intera sezione è dedicata proprio al tema del viaggio con una cartina che mostra le sue tappe, il suo taccuino da viaggio, i biglietti e un originale lasciapassare della società di navigazione “ADRIA” con la quale si attesta che il sig. Maurizio Escher sta compiendo un viaggio “allo scopo di eseguire xilografie di mari, porti e coste. Si prega di facilitargli il compito”.
Tra i paesaggi della costiera amalfitana, l’Etna o la bellissima natura morta che si affaccia sulla strada nei Savona… scopriamo il giovane Escher, le sue costruzioni prospettiche e il suo sguardo sulla realtà.

 

L’ARTE ISLAMICA E LA METAMORFOSI
Giunto in Spagna Escher rimane affascinato dall’arte islamica dopo aver visitato l’Alhambra di Granada: forme astratte, simmetrie, motivi vegetali, entrano a far parte del suo nuovo linguaggio. In mostra oggetti, mosaici, tappeti decorati che entrano in dialogo con disegni, xilografie e litografie.
Escher sperimenta la tassellazione, ossia la divisione e il riempimento di tutta la superficie con schemi decorativi che prendono vita. Infatti le forme geometriche con Escher si trasformano in figure animate che si trasformano: un ciclo e una metamorfosi continua. Uno dei curatori afferma che le opere di Escher sono da intendersi come dei frammenti, un fotogramma di un’universo che continua a muoversi e cambiare. Pesci diventano uccelli, paesaggi diurni si dissolvono nella notte, città come scacchiere, vortici sempre più piccoli… un mondo infinito pieno di possibilità.
Sono proprio queste costruzioni impossibili e illusioni ottiche che hanno reso celebre Escher e hanno ispirato anche la cultura pop e il cinema, come le scale infinite che vediamo nella celebre serie tv di Squid Game.

 

INFO UTILI
La mostra è realizzata grazie a 24oreCultura a cura di Claudio Bartocci, Paolo Branca, Claudio Salsi e Judith Kadee del Kunstmuseum Den Haag con il patrocinio di Alpitour world.
Aperta fino all’8 febbraio 2026
Lun 14:30 – 19:30, Mar-Mer-Ven-Dom 9:30 – 19:30, Gio e Sab 9:30 – 22:30
Biglietto intero 16€ (ridotto 14€)

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