Una tazza di tè può far bene all’ambiente…e alle persone

Cosa c’è dentro una bustina di tè? Lo abbiamo chiesto a Lipton, brand di Unilever, la più grande azienda produttrice di tè a livello globale, durante un evento organizzato nel bellissimo contesto verde e profumato di Potafiori Milano con la presenza della conduttrice televisiva Licia Colò che della passione per l’ambiente ne ha fatto un lavoro e che è stato l’occasione per Lipton di raccontarci il suo impegno nella sostenibilità e lanciare il suo nuovo Yellow Label.

 

Il tè è la bevanda più consumata al mondo (dopo l’acqua), è zero calorie ed è molto importante per l’idratazione del nostro corpo. Lo sapevate che il tè oltre a far bene alle persone può far bene anche all’ambiente? Noi lo abbiamo scoperto grazie a Lipton che ci ha raccontato di come una bustina di tè può contribuire a un futuro migliore per le persone e per il nostro pianeta.
Dentro una bustina di tè Lipton ci sono solo foglie di tè scelte con cura dai coltivatori e ci sono 4000 ore di sole Il tè Lipton è coltivato nelle circa 1.000 piantagioni soleggiate di Kericho, in Kenya, su territori di origine vulcanica e bagnati solo dalla pioggia e poi asciugati naturalmente da sole per garantire il gusto e la qualità n°1 di Lipton.
E’ certificato, inoltre, già dal 2007 Rainforest Alliance, l’Associazione Internazionale no profit con cui Lipton collabora per creare un’industria del tè socialmente responsabile. per questi progetti di sostenibilità e biodiversità per sostenere l’ambiente
Insieme, Lipton e Rainforest Alliance, portano un contributo concreto ai circa 600.000 coltivatori del Kericho, insegnando loro come coltivare il tè in maniera sostenibile e gestire il proprio business, puntando a migliorare giorno per giorno il loro lavoro e la qualità del prodotto. Dal 2015 questa collaborazione ha permesso a circa 560.000 agricoltori e loro famiglie in Kenya di usufruire dei programmi di educazione primaria e secondaria e di assistenza sanitaria, attraverso i quali sono state anche costruite case, 2 ospedali e 4 centri medici migliorando in questo modo la qualità della loro vita con nuove opportunità di crescita sociale e culturale.
Oltre che nel momento della produzione, direttamente nelle piantagioni, la sostenibilità di Lipton si esplicita anche attraverso il proprio packaging. In particolare Lipton lancia sul mercato italiano il suo nuovo Yellow Label con un nuovo packaging senza involucro in plastica e con filtro adatto alla raccolta differenziata dell’umido.
I filtri del nuovo Yellow Label sono infatti realizzati esclusivamente con carta e cotone provenienti da foreste e piantagioni gestite in modo responsabile e non contengono graffette metalliche (utilizzate per sigillare la bustina).
Un’ innovazione sul mercato che rende il packaging completamente riciclabile, riducendo l’impatto ambientale in linea con l’impegno globale di Unilever di eliminare, entro il 2025, più di 100 mila tonnellate di confezioni in plastica e di raccogliere e trasformare più imballaggi in plastica di quelli che vende.
È l’insieme di tutti questi fattori che consente di produrre un tè di altissima qualità. E di far riprendere a girare la ruota della sostenibilità, senza sosta.
Gustando questo tè, con i valori contenuti in ogni singola bustina, facciamo una scelta precisa e consapevole, che ci fa andare nella direzione di un mondo più equo, e ci fa instaurare una connessione forte con chi lavora nelle piantagioni di Kericho” aggiunge Barbara Cavicchia, Direttore Marketing Food&Beverages Unilever Italia.
E dai valori e dalla qualità di una singola bustina di tè Lipton si impegna a cercare di raggiungere la qualità e l’autenticità delle connessioni tra le persone attraverso un nuovo messaggio “You.Me.Tea.Now” che lancerà in una campagna a livello globale per promuovere l’importanza delle connessioni autentiche, per ricordare alle persone di tornare a fermarsi per una chiacchiera con un amico, per prendersi del tempo in più per giocare con i propri figli invitandoli perché no a prendere una tazza di tè in un ‘epoca in cui siamo tecnologicamente sempre più iperconnessi ma ci sentiamo paradossalmente più soli.

Quanti di voi pensavano che dentro una piccola bustina di tè ci potesse essere un così grande contenuto di valori e messaggi?

 

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