Esiste un confine invisibile che, una volta varcato, trasforma radicalmente la percezione della Cina. Non si tratta di una demarcazione geografica, ma di una soglia emozionale che si attraversa addentrandosi nel Sichuan. Questa vasta provincia della Cina sud-occidentale non si limita a essere visitata, ti conquista con la forza di una rivelazione. In questo angolo di mondo, ho intrapreso un viaggio di una decina di giorni, che mi ha portata a scoprire una Cina insolita, lontana dai circuiti tradizionali. Dall’energia vibrante di Chengdu, con l’emozione di incontrare i panda dal vivo, sentire il fascino dei templi taoisti e scoprire opere ingegneristiche millenarie, mi sono spinta verso ovest, immergendomi in una natura incontaminata. Attraverso valli sospese e parchi nazionali che lambiscono il Tibet, ho scoperto cime che sfiorano il cielo e tradizioni che raccontano storie millenarie. Questo è il racconto di una terra, il Sichuan, che ho imparato a conoscere non con la mappa, ma con il cuore.
Chengdu: la capitale mondiale del Panda ed il punto di partenza ideale per esplorare il Sichuan
Il mio viaggio nel Sichuan è cominciato con un volo diretto da Roma verso Chengdu, la capitale del Sichuan, operato dall’unica compagnia aerea, la Sichuan Airlines che opera voli diretti tra l’Italia e Chengdu. Ho viaggiato, per la prima volta, su un aereo completamente a tema panda che mi ha consentito di immaginare, sin dalla partenza, il dolcissimo mondo dei panda.
Su questo volo tutto è a tema panda, dalla livrea dell’aereo, ai teneri dettagli delle uniformi delle hostess, fino ai poggiatesta dei sedili e al servizio a bordo: ogni elemento è studiato per rendere l’esperienza assolutamente unica e felice.
Dopo circa dieci ora e mezza di volo sono atterrata a Chengdu, una metropoli all’avanguardia con più di 21 milioni di abitanti, che mi ha accolto con un’energia contagiosa, una città che si fa abbracciare ed si fa amare, sin da subito, sia per il calore della sua gente che per la presenza dolcissima e mai invadente dei panda che qui sono una vera icona pop ed animano la città in ogni angolo. Sulle insegne luminose con panda tridimensionali che sembrano prendere vita, sugli edifici mentre si arrampicano o sono disegnati, sui taxi o autobus, negli alberghi, sulle insegne stradali, nei tantissimi negozi in giro per la città che vendono ogni tipo di souvenir a loro dedicati ti sorprendono e ti rallegrano mentre il centro città è dominato dall’iconica scultura del “Panda I Am Here”, dell’artista statunitense Lawrence Argent che rappresenta un panda gigante che si arrampica sulla facciata del Chengdu IFS (Intenational Financial Square), uno dei luoghi di riferimento e cuore pulsante di Chengdu. Anche il cibo è a tema panda e non su può resistere alla tentazione di gustare un dolce, un gelato o una mousse a tema panda.
La ragione per cui Chengdu è considerata l’unica città al mondo a tema panda è perché il panda è un simbolo della Cina e qui è considerato un tesoro nazionale tutelato e protetto con norme severissime e a Chengdu esistono i più grandi ed importanti centri di ricerca e conservazione al mondo di questo animale fragile.
La città è un mosaico di contrasti: mentre nel centro moderno il tempo sembra correre veloce tra grattacieli futuristici e negozi alla moda, nei templi presenti e nei numerosi parchi presenti in città il tempo sembra rallentare, in particolare nel People’s Park, un bellissimo parco cittadino che è il luogo ideale per rilassarsi e respirare la vera anima di Chengdu. Qui la vita sociale scorre lenta tra persone che giocano a carte per ore, sorseggiano un tè nelle numerose case da te e praticano il Tai Chi con una precisione coreografica che infonde calma solo a guardarla.
In questo parco è possibile assistere anche alla cerimonia del Long Tea, un’antica arte originaria del Sichuan che unisce la tradizione della preparazione del tè all’eleganza e alla precisione dei movimenti del Kung Fu, durante la quale si ammirano i maestri di questa antica tradizione maneggiare enormi teiere a becco lungo, a volte fino a 1,5 metri, mentre versano il tè con una precisione incredibile tra acrobazie e movimenti spettacolari. Io ho assistito a questo spettacolo nella storica Heming Teahouse , una istituzione del People’s Park ed è stata veramente un’esperienza ipnotica.
La sera a Chengdu è d’obbligo andare a teatro a vedere l’Opera del Sichuan, una delle forme di teatro tradizionale cinese più affascinanti e distintive al mondo, che è nata circa 400 anni fa. Si tratta di uno spettacolo multidisciplinare che fonde canto, recitazione, musica, danza, acrobazie e arti marziali il cui momento più celebre è senza dubbio il Bian Lian (il Cambio di volto) durante la quale gli artisti cambiano maschere dai colori vivaci in una frazione di secondo, spesso con un semplice movimento della mano, un colpo di ventaglio o una rapida rotazione del capo. La tecnica con cui ci riescono è un segreto di Stato, tradizionale gelosamente custodito tramandato per secoli solo all’interno delle famiglie degli attori. Il cambio delle maschere non è sono solo un trucco di prestigio, ma rappresentano emozioni profonde o cambiamenti improvvisi nell’identità e nello stato d’animo dei personaggi durante la narrazione.
Chengdu è, inoltre, il cuore pulsante della cucina del Sichuan, non a caso è stata nominata nel 2011 dall’UNESCO “Città della Gastronomia”, e non si può andar via senza provarla.
Questo tipo di cucina è un’esplosione di sapori dove il protagonista è il Málà (麻辣), una paroma composta da due termini cinesi:
Má (麻):significa “anestetizzante” o “formicolante”. È dato dal pepe del Sichuan, che non è un vero pepe ma una bacca che provoca un caratteristico formicolio sulla lingua.
Là (辣):significa “piccante”, derivato dall’uso generoso di peperoncini secchi e freschi.
L’unione di queste due sensazioni non serve a coprire il gusto degli ingredienti, ma a esaltarli, stimolando le papille gustative e rendendo il pasto un’esperienza multisensoriale.
Io ho avuto la possibilità di partecipare ad un corso di cucina al Museo della Cucina del Sichuan, l’unico museo al mondo dedicato alla cucina del Sichuan e ho imparato a bilanciare le spezie per la preparazione del perfetto Kung Pao Chicken, il piatto tipico del Sichuan ed è stata un’esperienza davvero divertente e super interessante. Il museo, inoltre, opre un’area di oltre 10.000 metri quadrati in cui ci si può rilassare, visitare gli oltre 6.000 pezzi di antiquariato legati alla cucina del Sichuan e ha un’area all’aperto interamente dedicata allo street food locale che è possibile provare.
Chengdu è la base perfetta per esplorare le più belle destinazioni del Sichuan. Da qui in un paio d’ore è possibile, infatti, raggiungere la Panda Valley (Dujiangyan Field Research Center for Giant Pandas) che a differenza della base di ricerca principale la Chengdu Research Base of Giant Panda Breeding situata all’interno di Chengdu, è un ‘area che offre un ambiente più naturale e semi selvaggio la cui missione principale è il programma di reintroduzione dei panda in natura. È qui che i panda cresciuti in cattività vengono gradualmente abituati alla vita selvatica in habitat semi-naturali, con una presenza umana ridotta al minimo. Ho scelto la Panda Valley per questa sua natura più selvaggia e silenziosa: passeggiare tra i suoi sentieri immersi nel bosco, osservando i panda muoversi in spazi ampi che ricalcano il loro ambiente naturale, offre una connessione molto più profonda, rispettosa e consapevole con questo animale, lontano dalla frenesia dei grandi flussi turistici.
Dalla montagna taoista, al grande Buddha fino al respiro tibetano
Lasciando Chengdu, il mio viaggio si è fatto più spirituale. Ho raggiunto, in poco più di un’ora da Chengdu, il Monte Qingcheng, immerso in un mondo in cui la natura è la sola sovrana. Il Monte Qingcheng non è solo una montagna, è una delle culle del Taoismo, un luogo dove l’energia del Taoismo si respira nell’aria fresca che profuma di muschio e incenso e nell’acqua che scorre nei ruscelli incastonati sulla montagna. Salire lungo i sentieri acciottolati che si snodano tra la fitta vegetazione è come intraprendere un viaggio meditativo: ogni gradino ti allontana dal rumore del mondo moderno e ti avvicina all’anima antica della Cina. Tra padiglioni nascosti tra le fronde e scorci panoramici che si aprono su valli avvolte in un velo di nebbia perenne, il Qingcheng invita a rallentare, a osservare e, infine, a ritrovarti. È la perfetta fuga zen per chi cerca il verde, la storia e qualche ora di pace profonda.
Poco distante da Chengdu, un’altra tappa da non perdere è la diga di Dujiangyan, un’ opera ingegneristica che domina il fiume Minjiang da oltre duemila anni, dal 256 a.C., un esempio incredibile di come l’uomo possa lavorare con la natura, anziché contro di essa e il suggestivo ponte Nanqiao in città che illuminato di sera brilla come una vera ‘Perla Blu’, offrendo uno scorcio fiabesco.
Un’altra meraviglia raggiungibile in un paio d’ore da Chengdu è Leshan con il il suo Grande Buddha: un’opera che lascia senza fiato: scolpito direttamente nella parete rocciosa alla confluenza di tre fiumi, è il Buddha di pietra più grande al mondo.
Ma l’anima vera del Sichuan si svela solo superando le due pianure. Raggiunta Songpan da Chengdu con un treno ad alta velocità, in un paio d’ore l’orizzonte si tinge dei colori del Tibet. Songpan, una incantevole cittàdina e fortezza militare, è stata uno degli snodi strategici fondamentali della Tea Horse Road, una rete di sentieri montani che, per secoli, ha collegato il cuore della Cina con il Tibet, l’India e il sud-est asiatico. Ancora oggi, passeggiare tra le sue antiche porte dà la sensazione di entrare in un’epoca in cui la città era l’avamposto principale di una delle rotte più pericolose e affascinanti del mondo. Oggi, oltre al suo valore storico, Songpan rappresenta la cittadina ideale per esplorare le meraviglie naturalistiche del nord del Sichuan, come il meraviglioso parco nazionale di Jiuzhaigou, situato a circa tremila metri di altitudine, un mosaico di laghi color smeraldo e cascate maestose in cui sono presenti alcuni autentici villaggi tibetani che è possibile visitare. Spesso descritto come un “regno fiabesco” il Parco Nazionale di Jiuzhaigou è un capolavoro geologico che sembra sfidare la realtà. Non sono solo i colori del parco a stupire, ma la loro intensità quasi ipnotica. Il segreto delle sue acque cristalline, che spaziano dal turchese brillante allo smeraldo profondo, risiede nell’elevata concentrazione di carbonato di calcio che lo rendono un parco unico al mondo. Questo minerale, depositato sul fondo dei laghi, agisce come uno specchio naturale che riflette le foreste rigogliose e le cime innevate che lo circondano, creando giochi di luce che cambiano ad ogni ora del giorno.
Visitare il Sichuan significa varcare la soglia di un universo che sfida il tempo. Qui, lontano dalla frenesia del progresso, si custodisce un equilibrio prezioso: un armonioso dialogo tra metropoli d’avanguardia, scenari naturali incontaminati e l’eco millenaria delle tradizioni più profonde dell’anima cinese. Una provincia della Cina che sono sicura vi resterà nel cuore e vi farà innamorare di questo bellissimo Paese.
